17/05/2011

L'Albicocca

 

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L'albicocca  

L'albicocca è il frutto prodotto dall'albicocco (Prunus armeniaca), una pianta appartenente alla famiglia delle Rosacee, genere Prunus, specie Armeniaca. È una pianta antichissima (4.000 anni circa), proveniente dalla Cina nordorientale. Da qui si è diffusa passando attraverso le zone centrali dell'Asia per arrivare fino in Armenia. Sembra sia stato Alessandro Magno il primo a portare l'albicocca in Occidente. Fu introdotta in Grecia e in Italia dai romani, ma furono gli arabi a consolidarne la diffusione nella zona del Mediterraneo. L'albicocco è una pianta di grandezza media (l'altezza varia di norma dai 5 ai 7 m), anche se allo stato selvatico può superare abbondantemente i dieci metri. Ha foglie ellittiche, lisce e sottili; i fiori hanno un colore che varia dal bianco al bianco-rosato. È diffuso in moltissimi paesi; è una pianta che preferisce zone dal clima temperato e asciutto anche se lo si può trovare in zone più fredde. Il frutto (drupa) è carnoso, con seme osseo e forma ovoidale. Il colore della buccia cambia a seconda delle varietà: si va dal giallo chiaro all'arancio intenso. La raccolta inizia i primi di maggio e termina verso la metà del mese di luglio. È un frutto altamente digeribile, appetibile, ipocalorico e con un indice di sazietà notevole. Le albicocche possono essere consumate al naturale oppure venire essiccate o sciroppate. Le albicocche essiccate possono essere trattate o meno. Nel primo caso, il conservante usato è l'anidride solforosa, un gas incolore con effetto sbiancante identificato con la sigla E220 (la dose giornaliera ammissibile di questo additivo è di circa 0,7 mg per kg di peso corporeo); in genere non ha effetti collaterali, ma in soggetti sofferenti di asma può dare problemi respiratori. Se assunto in dose eccessiva, si possono avere disturbi a livello gastrointestinale.
Le albicocche sciroppate sono molto caloriche (a causa dell'aggiunta di zucchero): circa 63 kcal/100 g; il loro consumo deve essere quindi oggetto di attenta valutazione. 
Conservazione – Le albicocche che non hanno raggiunto una completa maturazione andrebbero conservate a temperatura ambiente. Una volta giunte a maturazione possono essere conservate in frigorifero (al massimo per 6-7 giorni) in sacchetti o contenitori di plastica. 
Le varietà – Le varietà (cultivar) di albicocca sono numerose. Fra le più note troviamo:

  • Antonio Errani 
  • Aurora
  • Bella d'Imola
  • Boccuccia liscia
  • Boccuccia spinosa
  • Boreale
  • Dulcinea
  • Fracasso
  • Giulia
  • Goldrich (Sungiant)
  • Ivonne Liverani
  • Laycot
  • Leccona
  • Monaco Bello
  • Ninfa
  • Orange Red
  • Palummella
  • Pellecchiella
  • Perla
  • Pisana
  • Portici
  • San Castrese
  • Tonda di Costigliole
  • Tyrinthos
  • Valdesi 2
  • Veecot
  • Vitillo

Le proprietà - L'albicocca è il frutto che contiene le dosi più elevate di potassio e carotene; il carotene è una sostanza molto importante, utilizzata dall'organismo per la produzione di vitamina A. Inoltre l'albicocca è ricca di vitamina A, B, C e PP e di diversi oligoelementi (come magnesio, fosforo, ferro ecc.). Ha anche proprietà lassative, favorite dalla presenza del sorbitolo (uno zucchero). Un'indicazione importante è quella di evitare di aprire i noccioli e consumarne il contenuto, perché contengono una sostanza tossica (un derivato dell'acido cianidrico).

La raccolta delle albicocche si estende dalla tarda primavera all'estate.
In cucina le albicocche vengono usate per preparare torte, marmellate, creme, gelati, frullati, conserve sciroppate, ma anche per cucinare degli arrosti di carne.
L’industria conserviera le usa per produrre succhi, sciroppi, marmellate, mostarde ecc.

Le albicocche, sono ricche di fibra solubile ed hanno quindi un indice di sazietà piuttosto elevato; sono perciò indicate negli spuntini o per concludere un pasto poco saziante, inoltre, se consumate ben mature sono di facile digestione. Hanno un buon contenuto di proteine, zuccheri, calcio, potassio, carotene e vitamine A,B, C e PP.

L'albicocca è considerata ricostituente ed energetica, quindi è indicata negli stati di debolezza, anemia, nervosismo, insonnia ed astenia psicofisica, nelle convalescenze, nell'iperuricemia, nei casi in cui è necessario un aumento della riserva alcalina e nel periodo dell'accrescimento; inoltre ha anche proprietà lassative, favorite dalla presenza di uno zucchero chiamato sorbitolo, e sembra che prevenga gli effetti dell’invecchiamento. E’ controindicata per chi soffre di calcoli renali.

A seguire alcune ricette...

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